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Scritto da Ambrosi Massimo   
luned́ 12 novembre 2007

06/11/07 direzione Salerno, 1° TROFEO DELLA PIZZA

La partenza alle ore 3.00 del mattino da S.Onofrio di Campli (TE) dove io (l’avvocato) e il Di Bonaventura Alessandro, comunemente conosciuto come “patata” prendevamo le ultime cose nella pizzeria del patata stesso, da Ale e Freddy.Tra il carico, naturalmente, anche l’impasto: sei palline del mio, impastato alle 15.00 del pomeriggio precedente con piccola dose di farina mix farro alimenti, e due del patata, anch’esso impastato alle 12.00 del giorno precedente.Dopo un’ora circa si raggiungeva il ns. amico Valerio (il direttore) sotto la di lui abitazione in Giulianova

 

,e a breve la sua ragazza Eugenia, amorevole compagna di viaggio, e il caro Biagio, il quale ci aspettava dentro la pizzeria Bellavista di Giulianova Paese, nella quale lavora da oltre vent’anni.Qui venivano caricate anche le palline del direttore e di Biagi

o nonché gli ulteriori ingredienti da usare qualche ora dopo.Valerio aveva preparato un impasto con farina forza media e farina di farro pura,mentre il grande Biagio si riservava una scelta tra un nuovo tipo d’impasto miscelato tra farina forza medie e farina di kamut e per una maggiore sicurezza il suo ormai famoso impasto che utilizza tutti i giorni. Gli impasti e gli ingredienti dovevano tenere, perché Giulianova-Salerno sono cinque ore di macchina,  nelle quali abbiamo parlato, letto e discusso sempre sulla pizza, la povera Eugenia ce ne perdoni vita natural durante.Amidi, zuccheri, W, P, L, irraggiamento, conduzione, convenzione, lieviti, acqua, enzimi, tutto navigava dentro la iper carica Opel Meriva del direttore.Arrivati nei pressi del Centro Sociale, presso cui la manifestazione si svolgeva, si trovava un bel parcheggio e via, pronti e curiosi verso l’interno dello stabile. La prima impressione è stata buona, c’era gente, due forni a legna, uno elettrico, uno a gas ma a noi, naturalmente, interessavano quelli della tradizione, alimentati con della bella legna secca.Iscritti, è iniziata finalmente la preparazione per la gara. Sì, perché rucola, pomodorini, formaggio e quant’altro non potevamo portarli belli e tagliati dal centro Italia, pena la perdita di gusto e proprietà nutritive degli elementi stessi.Quando la gara è effettivamente iniziata,beh lì, cari amici, si è avuta una vera e propria impennata della nostra eccitazione: partenza con una bella pizza con spaghetti sopra(bella sì, ma buona?), poi pesce spada, fiori di zucca, crema di castagne e così via. I nostri numeri erano il 70, l’85, l’86 e l’87….l’ansia aumentava sempre più. Era, è bene ricordarlo, la nostra prima gara. Patata: Non doveva partecipare, in quanto non iscritto tramite versamento  postale salvo poi la verifica della disponibilità di posti in loco che lo abilitava alla partecipazione. Gli do un po’ della mia mozzarella, un po’ dei miei porcini e Biagio un bel pezzo di salsiccia. Faceva un certo effetto vederlo lì con tutti gli ingredienti su un piattino di carta, mentre avanti e dietro lui fiumi di decorazioni e ingredienti di contorno alla pizza campeggiavano sui tavoli. La sua pizza Bianca porcini e salsiccia. Biagio: Maestro della ventilazione della pizza, presentava la sua Abruzzo, con porcini freschi, salsiccia e zafferano di Navelli, una specie di pubblicità culinaria, turistica e culturale alla nostra Regione. il Direttore: Focaccia al sesamo, crema di fave di Matilda, rucola, pomodorini, e guanciale del Brigante. Il tutto aggiustato con sapienza e pazienza dalle sue mani. Ingredienti unici, innovativi, resi esplosivi dall’ottimo pecorino piccante di cui ancora conservo un piccolo pezzettino nel mio frigorifero. Io: Mozzarella fresca molisana, porcini secchi cucinati con prezzemolo ed aglio, pomodorini, rucola e pecorino di Lucia, la mia mitica Lucia. Pecorino doc per la mia Orticello d’Abruzzo.Tutte le pizze insaporite dall’ottimo olio novello del Saccomandi Biagio e famiglia.La gara è proseguita fino a circa le 13.00, ora in cui abbiamo usato tutte le nostre palline e tutti i ns. ingredienti per fare delle pizze per i presenti, sì perché anche gli altri, oltre alla giuria avevan fame. E proprio noi ci abbiamo pensato, mettendo su in assoluto il momento più divertente e gratificante della ns. gara.Ripresa la gara, abbiamo deciso di fare un giro in macchina e via a Vietri sul Mare, sapientemente guidati dal navigatore satellitare, sapientemente fino ad un certo punto. Uno spettacolo per gli occhi, il mare, il porto e quant’altro rende magici e unici quei  posti.Tornati al Centro, alle 17.00 è iniziata la gara di freestyle, mamma mia che artisti. Ognuno di noi 5 si guardava negli occhi sbalordito e con una grande promessa: un giorno lo sapremo fare anche noi.Il vero problema della giornata è stato l’estenuante spoglio delle schede di voto con la relativa premiazione: iniziato alle 21 finito alla mezzanotte. Eravamo praticamente morti.

Alleviata soltanto, la nostra stanchezza, da qualche pezzo di pizza offerto dall’organizzazione dell’evento e dalla felicità di patata ma non solo, giunto inaspettatamente sesto alla fine della competizione. Solo alle 5 del mattino abbiamo raggiunto le ns. case, stremati, sfiniti, con "le pollottell c

he ci chiudeva l’ucchi", ma con la gioia nel cuore.Divertimento, curiosità, passione, trovare persone che credono nella pizza, della bontà, nel rispetto dell’alimentazione e del gusto, questi sono tesori che non ci toglierà mai nessuno.Tutto questo è stata la nostra gara, una festa più che una gara.

Semplicemente, inevitabilmente e fortunatamente una grande festa per i nostri occhi ed i nostri cuori, occhi ed i nostri cuori.

Ultimo aggiornamento ( gioved́ 07 febbraio 2008 )
 

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